È online lo straordinario nuovo sito di Amgen Biotech Experience – Site Italy!
Il sito web è un punto di riferimento centrale per questo innovativo programma di educazione scientifica, gestito dall’ANISN in stretta collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli, e gemellato con il sito ABE Massachusetts (USA) presso l’Università di Harvard.
Troverete informazioni, storie, programmi, notizie e contatti sia in inglese che in italiano.
È anche online la pagina Facebook ABE site Italy, con aggiornamenti periodici con foto, video, post e materiale dal mondo ABE. Seguite con un “mi piace” le novità social da ABE site Italy per non perdere nessuna notizia!
https://www.facebook.com/AmgenBiotechExperiencesiteItaly/
The amazing new website of Amgen Biotech Experience – Site Italy is online!
The website is a central hub for this innovative program of scientific education, provided by ANISN in close collaboration with the Department of Biology of the University Federico II of Naples, and twinned with the site ABE Massachusetts (USA) at the Harvard University.
You will find information, stories, programmes, news and contacts both in English and in Italian.
The ABE site Italy Facebook page is also online, with periodic updates with photos, videos, posts and material from the ABE world. Follow with a “like” the social news from ABE site Italy to not miss any news!
https://www.facebook.com/AmgenBiotechExperiencesiteItaly/







Quota di iscrizione: Corso gratuito (finanziato all’interno del progetto Attiv-aree Oltrepò Biodiverso – Fondazione Cariplo) 

prodotto dall’atomo d’idrogeno. Questa sorta di firma quantistica fu già prevista da Hendrick van de Hulst, uno studente del celebre astronomo Jan Oort nel 1951.Ma la frequenza registrata in questi giorni dalle antenne australiane è stata di 78MHz, a cui corrisponde una lunghezza d’onda di ben 380 cm. I motivi di questa discrepanza tra i dati attesi (21 cm) e quelli registrati (380cm) sarebbero dovuti all’effetto espansione dell’Universo che in un certo senso ha allungato l’onda radio. Da questo dato è possibile risalire all’epoca in cui il segnale è stato emesso, circa 180 milioni di anni dopo il Big Bang. Questo dato è confermato dal fatto che l’idrogeno, per poter rilasciare questo tipo di segnale, deve essere irradiato da una forte sorgente di luce, e quindi da stelle già formate. C’è poi da considerare che questi dati mettono a disposizione un nuovo e più sofisticato mezzo d’indagine sulle prime fasi evolutive dell’Universo. Sullo sfondo si delinea poi la possibilità, accolta però con sano scetticismo, che la discrepanza tra il segnale radio predetto e quello registrato, sia dovuta alla interazione dei gas interstellari con la misteriosa materia oscura. Per migliorare le recezioni si parla poi della possibilità di costruire radiotelescopi lontano da qualsiasi interferenza umana, magari sulla faccia nascosta della Luna.