Gen 252016
 

Il 20 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Regolamento delle Classi di Concorso. Il provvedimento, ormai definitivo, attende ora la firma del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Ci sono voluti 7 anni e mezzo da quel decreto 112 del 25/06/2008 (convertito nella legge 133 dell’8/08/2008) per dare seguito al comma 4 dell’art. 64, in cui si annunciavano due provvedimenti importanti per la scuola: la “razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso” e la “ridefinizione dei curricoli vigenti”. Mentre quest’ultimo provvedimento, il cosiddetto “Riordino Gelmini”, fu varato nel marzo del 2010 ed è entrato in vigore nell’anno scolastico 2010-11, la revisione delle classi di concorso ha dovuto attendere fino ad oggi.

Il nuovo regolamento rende finalmente coerenti le classi di concorso con gli indirizzi di studio e gli insegnamenti introdotti dal “Riordino” del 2010 e si adegua ai titoli universitari dell’attuale ordinamento, in vigore ormai da diversi anni.

Per conoscere il testo definitivo dovremo attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Al momento il MIUR ha reso noti gli aspetti più generali del provvedimento, come la riduzione del numero di classi di concorso, che passa da 168 a 119 di cui 13 nuove (7 di insegnamenti d’area musicale e coreutica, 2 di area tecnologica, 2 tecnico-pratici, 1 di Scienze della comunicazione ed 1 di Lingua italiana per stranieri) e la possibilità di accedere agli specifici percorsi abilitanti da parte dei laureati in Scienze politiche per l’insegnamento di discipline giuridiche ed economiche e di laureati in Ingegneria per Matematica e Scienze nelle medie.
Riguardo a quest’ultima novità va comunque rilevato che sulla base delle bozze finora in circolazione, l’accesso alla A-28 (ex 59/A) sarà consentito, tra le lauree in Ingegneria, solamente a quelle in Ingegneria biomedica, Ingegneria chimica e Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio, purché il piano di studi abbia compreso 96 crediti nei settori scientifico-disciplinari di Matematica, Fisica, Chimica, Geologia e Biologia.
Sempre facendo riferimento alle ultime bozze in circolazione sembrerebbe che le indicazioni delle Commissioni parlamentari, relative alla  classe di concorso A-50 Scienze naturali, chimiche e biologiche (ex 60/A), siano state recepite e che pertanto quella abilitazione possa consentire anche l’insegnamento di Scienze Integrate-Chimica e di Scienze Integrate-Fisica nel I biennio degli Istituti tecnici dei settori Economico e Tecnologico.
Ma avremo le necessarie certezze solo quando il testo del provvedimento verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

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