Ottimo risultato per la squadra italiana alle Olimpiadi Internazionali di Biologia (International Biology Olympiad – IBO) 2022, che dopo due anni di competizioni online si sono finalmente tenute nuovamente in presenza a Yerevan, capitale dell’Armenia. Quattro studenti italiani si sono confrontati con i loro coetanei da 63 Paesi del mondo: Pietro Canidio dall’IS “Galilei” di Crema (CR), Leonardo Morotti dall’IIS “F. Alberghetti” di Imola (BO), Giovanni Sanna dal Liceo “G. Mazzini” di Napoli e Francesco Petrone dal Liceo “Donato Bramante” di Magenta.
Pietro Canidio e Leonardo Morotti hanno ottenuto una medaglia d’argento, mentre a Francesco Petrone è andata una menzione d’onore. I risultati ottenuti dimostrano come, nonostante le incertezze e le difficoltà legate alla pandemia e alla didattica a distanza, la scuola italiana raggiunga comunque livelli di eccellenza nel mondo.
I quattro studenti partecipanti sono stati selezionati nella Fase Nazionale delle Olimpiadi delle Scienze Naturali, organizzata dall’ANISN – Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali. Dopo la selezione, che anche quest’anno si è tenuta online a causa della situazione epidemiologica, i ragazzi sono stati preparati con lezioni a distanza su vari argomenti che hanno spaziato su tutti gli ambiti della Biologia: dalla Biochimica alla Bioinformatica, dalla Zoologia alla Botanica, dalla Biologia Molecolare alla Biosistematica.
La preparazione è stata a cura della professoressa Isabella Marini (presidente della sezione ANISN Pisa e responsabile delle IBO per l’Italia) e dei dottori Giorgio Bianchini, Francesca Corti e Pasquale Miglionico (ex partecipanti alle IBO, ora ricercatori). I ragazzi si sono poi recati a Pisa, dove hanno svolto due giorni di preparazione intensiva per la parte pratica, nei laboratori della Scuola Normale Superiore (SNS), dove sono stati seguiti da ricercatori e dottorandi della Scuola. Hanno anche avuto l’occasione di mangiare nella mensa SNS e di interagire con studenti universitari che hanno avuto percorsi scolastici simili al loro.
La squadra italiana comprendeva, oltre ai quattro ragazzi, Isabella Marini, Giorgio Bianchini e Pasquale Miglionico, che sono stati i rappresentanti italiani nella Giuria Internazionale delle IBO. Il loro compito, durante un’intensa settimana di lavoro, è stato quello di tradurre, revisionare e correggere le prove della gara, oltre a partecipare e votare all’Assemblea Generale delle IBO, che decide sul futuro della competizione.
Al loro arrivo a Yerevan, i componenti della squadra italiana sono stati accolti dall’Ambasciatore d’Italia in Armenia Alfonso di Riso, che ha anche partecipato alla cerimonia di inaugurazione delle IBO.
La gara è consistita in quattro prove pratiche (Zoologia e Biosistematica, Anatomia e Fisiologia Vegetale, Bioinformatica e Biochimica) e due prove teoriche (che toccavano tutti gli argomenti della Biologia); esse, oltre a testare le conoscenze di base degli studenti, miravano anche a mettere alla prova le loro competenze, la loro abilità di destreggiarsi in una prova “inaspettata”, la loro capacità di analizzare dati e trarne conclusioni. Nella prova di Zoologia e Biosistematica, i ragazzi hanno dovuto disseminare e classificare alcune specie di pesci endemici armeni; nella prova di Anatomia e Fisiologia Vegetale hanno studiato l’adattabilità delle piante ai cambiamenti climatici; nella prova di Bioinformatica hanno ricostruito un pathway metabolico; infine, nella prova di Biochimica hanno studiato l’attività di un enzima in presenza di varie sostanze chimiche.
Al di là delle medaglie, si è tratta di un’esperienza “a tutto tondo” per i ragazzi, che hanno avuto modo di conoscere altri studenti da tutto il mondo e di immergersi nella storia, nella cultura e nel cibo dell’Armenia. Mentre i membri della giuria traducevano le prove dall’inglese in italiano, gli studenti sono stati portati a visitare il tempio greco-romano di Garni, il monastero di Geghard e il sito archeologico di Erebuni (nucleo originario della città di Yerevan). Non sono mancati i momenti di svago, con la visita al parco divertimenti “Yerevan Park” e al mercatino del Vernissage.
I ragazzi sono rimasti molto soddisfatti. Francesco Petrone dice: “Molto bella l’esperienza, perché si ha l’opportunità di potersi confrontare con un sacco di ragazzi da tutto il mondo. Ho vissuto un sacco di esperienze indimenticabili e comunque, a prescindere dalle prove, mi sono divertito molto. Abbiamo fatto giochi, feste, visitato luoghi e scherzato tutti insieme.”. Giovanni Sanna invece dice: “È stato possibile sentirci tutti quanti assieme come se fossimo un’unica famiglia mondiale. Anche se lo shock culturale è stato palese, abbiamo potuto imparare tanto dalle varie culture, tradizioni e cucine dei Paesi del mondo”.
Quest’edizione è stata anche particolarmente impegnativa per i membri della giuria, poiché, a causa di alcuni inconvenienti organizzativi, la traduzione e revisione delle prove si è protratta molto più a lungo del previsto. Ciò nonostante, il clima generale è di soddisfazione per essere riusciti comunque a far sì che i ragazzi potessero svolgere le prove nelle migliori condizioni possibili e che esse fossero valutate in maniera equa e corretta.
Il prossimo anno le Olimpiadi Internazionali di Biologia si terranno negli Emirati Arabi Uniti, sempre nel mese di luglio.










