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Associazione Nazionale Insegnanti
di Scienze Naturali
Corbezzolo
inserito il: 03 febbraio 2007
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Arbutus unedo L. - A cura di Pietro Pavone (modificata da Emanuele Piccioni e Daniele Poli)

Nome comune: Corbezzolo, Albatro, Arbuto, Cocomero, Rossetto, Suorvo

Da dove viene e dove la trovo ora?
Ambiente: termofila, resiste alla siccità e teme il freddo intenso e prolungato. Predilige esposizioni soleggiate e ben drenato, meglio se siliceo.
Diffusione in Italia e nel mondo: La sua area di origine è nel bacino del Mediterraneo. In Italia è diffusa essenzialmente nel Centro e Sud Italia, spingendosi al Nord Italia solo in limitate zone.

Come la riconosco?
Portamento: Si presenta come un piccolo albero sempreverde, oppure più spesso con andamento cespuglioso arbustivo allo stato spontaneo, alto da 1 fino a 12 m; è una pianta pollonifera, con corteccia dei rami giovani rossiccia e vellutata, successivamente più scura e squamata.
Foglie: Le foglie sono alterne, ovali, lunghe fino a 10 cm, dentate ai margini, di colore verde-scuro e lucide sulla pagina superiore, più chiare inferiormente.
Fiori: I fiori, riuniti in brevi pannocchie corimbose terminali, pendule, sono piccoli, di colore bianco-giallastro, con calice a 5 brevi lacinie e corolla urceolata.
Periodo di fioritura: Fiorisce in autunno-inverno, da Settembre a Gennaio. Dato che la fruttificazione si ha tra Settembre e Novembre dell'anno successivo, contemporaneamente alla nuova fioritura, è possibile vedere arbusti ricoperti di splendide bacche rosse e gruppi pendenti di fiori bianchi.
Frutti e Semi: I frutti sono bacche globose, con superficie rugosa, di colore rosso-arancio, commestibili, con polpa chiara, succosa e di sapore dolciastro.
Si moltiplica per seme in primavera oppure per talea di legno semimaturo in tarda estate, ma anche per margotta, propaggine o divisione di polloni.


Quali sono le proprietà e i possibili utilizzi?
Pianta tipica della macchia mediterranea, si utilizza a scopo ornamentale in parchi e giardini per il denso fogliame e i frutti vistosi. Come albero da frutto trova scarso impiego dato il sapore piuttosto insipido dei frutti. Essi, tuttavia, sono utilizzati nella preparazione di marmellate oppure, se fatti fermentare, di bevande alcoliche. Le foglie contengono principi attivi (tannino e arbutoside) che hanno azione astringente, antisettica e diuretica. Si ricorda di consultare un esperto per ogni utilizzo della pianta a scopo terapeutico.


Qualche curiosità….!
Etimologia del nome.Il termine generico ha un'antichissima derivazione dalle radici celtiche 'ar' = aspro, e 'butus' = cespuglio, probabilmente in allusione al sapore aspro delle foglie e dei frutti. Il termine specifico è il nome comune latino, usato da Plinio, con il quale veniva indicata la pianta. Sembra che il termine 'unedo' derivi dal fatto che i romani consigliassero di mangiare un solo frutto essendo questo di difficile digestione (si confronti con le proprietà).

Nomi comuni locali, Armun, Lamborsie(Liguria), Frola marina, Frole d’Natal (Piemonte), Rosel, Fragolon (Lombardia), Fraghe de montagna, Cornolaro (Veneto), Corbezzel, Marmelotta (Emilia), Albatro, Momponi (Toscana), Cerasa marina (Marche), Lallerone (Umbria), Cuccumarra (Lazio), Mbrjachella (Abruzzo), Suorvo di macchia (Campania), Rassolillo (Basilicata), Rusciolo (Puglia), Cacummaro, Imbriachi (Calabria), Aummaru, Miraculi (Sicilia), Olidoni, Arbosc, Ulioni (Sardegna).

Note sulla Famiglia

Famiglia: Ericaceae

Inquadramento sistematico:
Regno: Piante
Divisione: Spermatofite
Sottodivisione: Angiosperme
Classe: Dicotiledoni
Ordine: Ericales
Famiglia: Ericaceae
Genere: Arbutus
Specie: Arbutus unedo L.

Sinonimi: Unedo edulis Hoffm.; Arbutus vulgaris Bub.

Mail di Riferimento
daniele.poli1@istruzione.it

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