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Associazione Nazionale Insegnanti
di Scienze Naturali
Le tracce degli animali 2
inserito il: 03 maggio 2006

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Le "fatte" dei mammiferi

La maggior parte dei mammiferi del nostro paese ha abitudini notturne: è perciò molto difficile riuscire incontrarne qualcuno durante il giorno, facendo delle escursioni o delle passeggiate in campagna.

Nonostante questo, durante i loro vagabondaggi serali questi animali si lasciano dietro numerose tracce del loro passaggio: tra queste ci sono gli escrementi.

Ritenute dai più ripugnanti, le “fatte” sono molto interessanti per i naturalisti, perché rivelano molte informazioni sulle specie presenti in natura in un determinato ambiente e sul loro comportamento.

La prima cosa di questo tipo di traccia che ci deve colpire è la forma: se gli escrementi si presentano sotto forma di pallottole ed in gruppetti allora il “proprietario” sarà sicuramente un erbivoro, un roditore o un ruminante; diversamente, nel caso ci si imbatta in una fatta allungata, cilindrica e magari anche contorta, questa apparterrà ad un carnivoro.

I Conigli selvatici e le Lepri ( Lagomorfi ) depositano le loro pallottole in grandi gruppi, spesso nelle vicinanze delle loro tane; sferiche (1 cm di diametro) e di colore chiaro, osservandole attentamente, vi si possono scorgere piccoli frammenti vegetati sminuzzati, ben visibili.

Anche i grandi ungulati, come i Cervi e i Daini, producono escrementi in piccole palline, ma in genere si presentano schiacciate da un lato o di forma leggermente irregolare ad una estremità. Sono più grandi di quelle dei conigli e misurano anche 2 cm di diametro. Al loro interno non si notano frammenti di vegetali poiché, al contrario dei conigli, gli ungulati sono dei ruminanti, la loro digestione è molto più completa e non lascia residui riconoscibili.

I carnivori, come detto poco sopra, producono feci uniche.

Se abbiamo trovato un escremento allungato e arricciolato potremmo trovarci di fronte ad una traccia del passaggio di una volpe. Al loro interno è possibile trovare un po’ di tutto: peli soprattutto, ma anche qualche ossicino, semi e noccioli di frutta, di cui le volpi sono ghiotte. Possono raggiungere anche 7-8 cm di lunghezza

Di forma simile a quella della volpe, ma di taglia più piccola, sono gli escrementi dei Mustelidi, come le Puzzole, le Donnole o le Faine.

Tutti questi carnivori menzionati fino ad ora utilizzano le feci per marcare il territorio: queste vengono spesso depositate in luoghi ben in vista e rialzati, come massi, tronchi caduti, o dossi naturali del terreno.

Più difficili da trovare ma facili da riconoscere sono le fatte del Tasso; questo grosso Mustelide deposita i suoi escrementi in grandi latrine poste appena al di fuori di un’imboccatura della sua tana. Queste latrine, proprio come le nostre toilettes, sono usate ripetutamente da tutti i membri del clan.

Passeggiando sulle rive di alcuni fiumi italiani ancora in buono stato di salute, è possibile trovare degli escrementi contenenti lische e squame di pesce: sono una traccia inequivocabile della presenza della ormai rara ed elusiva Lontra.

Nei solai o nelle vecchie soffitte abbandonate si possono trovare dei mucchietti di piccoli escrementi neri: potrebbero essere state lasciate da alcuni Pipistrelli che usano questa stanza per riposarsi durante il giorno. Al loro interno è possibile individuare alcuni piccoli frammenti del duro esoscheletro degli insetti.

Facili da trovare nei giardini di periferia e di campagna sono anche le fatte del Riccio: anche questi, di forma cilindrica, 3-5 cm di diametro, contengono parti indigeribili di invertebrati.

Andrea Vezzani

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