Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali

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Conclusioni

Nel 1883, Golgi fu invitato a tenere il discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico 1883/84. Il tema del suo intervento: Lo sperimentalismo in medicina s’ispirava ai presupposti epistemologici che avevano guidato l’opera dell’istologo pavese.La relazione fu poi pubblicata nell’Annuario dell’Università di Pavia nel 1884, come ricorda il prof. Paolo Mazzarello.

In quell’occasione, Golgi sostenne che il miglior modo per arrivare ad importanti risultati è di ricercare le verità nuove, senza pensare all’utile che ne potrà derivare più tardi. Il ricercatore, per Golgi,,deve essere scevro dalla preoccupazione dell’utilità pratica degli studi, perché essa rappresenta uno fra i più gravi ostacoli al progresso, in quanto, subordina la scelta degli argomenti di studio al giudizio dell’oggi, mentre sappiamo che il valore della gran maggioranza delle conoscenze, emerge dalla correlazione delle une con le altre.

Per il professore pavese,il ricercatore oltre che libero deve essere umile, ritenere degno di essere investigato anche l’argomento apparentemente più insignificante, perché non vi è un criterio oggettivo ed a priori che possa stabilire l’importanza potenziale di un argomento scientifico. Del resto, per Golgi, la minuta particolarità istologica, il piccolo problema da risolvere avevano importanza fondamentale, in quanto rappresentavano il primo umile passo da fare per arrivare a maggiori traguardi. Il 10 dicembre 1908, in occasione del discorso che tenne per la cerimonia inaugurale della fondazione Camillo Golgi egli paragonò la sua metodologia di ricerca a quella del fortunato viaggiatore. Secondo il suo allievo Medea, la metafora aveva un preciso riferimento alla persona del duca Amedeo di Savoia, il principe esploratore,che negli anni precedenti aveva realizzato notevoli spedizioni in Alaska. L’esploratore aveva, infatti, dichiarato di non aver mai pensato alla meta lontana, ma di essersi solo preoccupato delle tappe intermedie, di ciò che riusciva a realizzare giorno per giorno.Era chiara la corrispondenza tra l’atteggiamento del fortunato viaggiatore e la metodologia di ricerca.utilizzata dal Maestro pavese.!

Questa filosofia ispirò non solo l’attività di ricerca, ma anche il suo impegno civile.

L’umile e tenace lavoro di Camillo Golgi, fu gratificato dal più alto riconoscimento che si può attribuire ad uno scienziato: il premio Nobel. In quell’occasione, come sempre, si rivelarono le doti di semplicità e riservatezza che avevano caratterizzato il suo operato per decenni. Il suo impegno di ricercatore continuò anche dopo il 1906, animato dallo stesso spirito di servizio, la stessa dedizione con cui aveva iniziato la sua carriera di giovane medico.

I suoi studi sul sistema nervoso, e quelli del più giovane antagonista, Cajal, con cui condivise il premio Nobel per la medicina, sono stati fondamentali per lo sviluppo delle scienze neurologiche.

I progressi realizzati nella cura delle malattie nervose e mentali, e nello studio dei complessi processi che sono alla base del funzionamento della mente, sarebbero stati impensabili senza i lavori di Camillo Golgi e Ramon y Cajal.

Edorado Boncinelli, a chiusura del suo libro Il cervello, la Mente e l’Anima ed Mondadori, ricorda la grande sfida del nuovo millennio: vincere la difficoltà che ha la mente umana a capire sé stessa e il proprio centro vitale. Più che come un’esplorazione in campo aperto, questa sfida si presenta come una mappatura del mondo su sé stesso, continua Boncinelli. E in chiusura riporta un pensiero di Ramon y Cajal: fintanto che il cervello resterà un mistero, resterà un arcano anche l’universo che ne riflette la struttura