Tesi di laurea di Rodolfo Manno (mannor@libero.it)    [ Geologia 2000 - http://www.anisn.it/geologia2000 ]


Propagazione delle onde radio
su terreni sismici


Conclusioni



Alla luce di quanto finora esaminato sembra buona l'idea che dei fenomeni presismici possano disturbare le radio comunicazioni nel canale subionosferico. Tuttavia non si dovrebbe trattare di disturbi molto intensi e prolungati nel tempo e, inoltre, più che le onde della banda LF dovrebbero interessare le onde appartenenti alle bande superiori:
  1. Nei capitoli 2 e 3 si è ipotizzato che, a seguito dei processi di microfratturazione, occorrenti prima dei sismi, si formano degli addensamenti di elettroni liberi nella parte più bassa dell'atmosfera. Una nube elettronica dalle dimensioni lineari dell'ordine di 10 Km, stabile nel tempo, necessiterebbe di una fonte che produce elettroni in modo molto efficiente e in maniera continua nel tempo per diversi giorni. I processi di microfratturazione in superficie possono riguardare benissimo un area vasta più di 10 Km, ma, bisognerebbe analizzare bene l'efficienza di tale processo nel determinare una generazione di elettroni liberi. Ovvero, supponendo di saper determinare come si distribuisce un ensemble di microfratture, dovuto ad un fenomeno tettonico, non necessariamente un sisma, nel tempo e nello spazio (cioè fra il volume focale del fenomeno tettonico e la superficie terrestre), bisogna effettuare una stima più precisa di quanta carica può essere prodotta da una singola microfrattura, in condizioni simili a quelle occorrenti in natura. Effettivamente è più plausibile pensare a un addensamento di elettroni molto più limitato nello spazio, al massimo dell'ordine di 100 m, che funge da centro di diffusione per le radioonde su di esso incidenti. Però, considerando i moti turbolenti nella bassa atmosfera e i vari processi di ricombinazione, tali centri diffusori dovrebbero essere dispersi in breve tempo, forse anche solo in pochi minuti. Allora, se ipotizziamo che si formano in continuazione tali centri diffusori, o ,comunque, con una frequenza elevata, sopra di un area dov'è in corso la fase preparatoria del sisma, più che un attenuazione prolungatesi nel tempo (diversi giorni) e rilevata da una sola ricevente, come è stato osservato ad AS nel 93 e nel 94, si dovrebbero osservare delle rapide fluttuazioni da parte di array di antenne riceventi.

  2. Un'alterazione delle caratteristiche elettriche del terreno influiscono più sulla penetrazione delle onde radio nel sottosuolo, che sulla propagazione delle onde radio al disopra della superficie terrestre. Comunque, anche se avessimo una array di antenne sotterranee, poste ad un centinaio di metri di profondità, sintonizzate sulle onde lunghe le attenuazioni della resistività del suolo e del sottosuolo, darebbero, in genere, delle variazioni dell'attenuazione dell'onda così piccole da essere difficilmente rilevabili.

  3. A riguardo delle alterazioni dello strato D ionosferico, si deve stabilire quanto può essere intensa, estesa e durevole un'anomalia del campo elettrico terrestre normale e, inoltre, il suo tipo di andamento temporale, in particolare il suo spettro di frequenza.

  4. Altri possibili effetti, come le onde di pressione, o di gravità, danno più che altro degli effetti cosismici e, poi, più che un'attenuazione durevole nel tempo, danno delle fluttuazioni di frequenza più o meno rapida.

Comunque, si tratta di un argomento talmente ampio, ed anche abbastanza difficile da trattare da un punto di vista fisico-matematico, da poter dire che fino ad ora sia stato solo semplicemente affrontato, non tanto per quanto riguarda le emissioni elettromagnetiche associate a processi sismici e tettonici in generale, ma per quanto riguarda l'influenza che tali processi tettonici possono avere sulle onde elettromagnetiche che si propagano nel mezzo subionosferico.


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