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Il
viaggio di Omiti Fancello |
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La biografia della prima presidente dell'ANISN |
Omiti Fancello nasce l’11 maggio del 1910 a Gradoli
in provincia di Viterbo dove si trovava il padre medico condotto
del paese.
Perde la mamma in tenera età e poco dopo con il fratello e la sorella
maggiore è a Roma nella casa della nonna
paterna, austera signora sarda dai severi principi morali.
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Cresce con i molti zii, alcuni dei quali
giovanissimi, che avranno nella sua formazione didattica
e politica un ruolo molto importante. Nel 1943 si laurea
in scienze naturali e chimica e, dopo l’abilitazione all’insegnamento,
nel 1934 inizia ad insegnare scienze in diversi istituti
superiori.
Durante il fascismo, essendosi rifiutata di prendere la
tessera del partito, riesce a sopravvivere lavorando come
farmacista dopo aver conseguito la laurea in armacia. Si
iscrive poi alla facoltà di
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| fig.
1 La targa posta «in ricordo di Omiti, insegnante,
amica dei giovani e della natura» nella Fazenda
Nova Terra, in Brasile. |
medicina ma non termina
questo corso di studi.
Vince - terza su duecento candidati - il concorso a cattedre per
perseguitati politici e razziali indetto nel 1947. Negli anni Settanta
- come docente del liceo classico, Giulio Cesare - promuove
e dirige una sperimentazione tendente a sviluppare negli allievi
l’amore per lo studio e per la conoscenza.
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Le
sue metodologie didattiche risentono degli insegnamenti appresi
dalle zie, collaboratrici di Maria Montessori, educatrici
preparate ed attente ai bisogni degli adolescenti. La sua
formazione politica si deve - in gran parte - alla forte personalità
dello zio Francesco fondatore, fra gli altri, del Partito
sardo d'azione, detenuto a Ventotene per motivi politici,
in seguito ministro della sanità nel governo Parri. Omiti
è staffetta nell'Italia centrale durante la Resistenza, collabora
al Fronte Popolare, consigliere comunale ad Ancona per il
P.S.I., che lascia poi nei primi anni Sessanta.
Tutta la sua vita è pervasa da un grande impegno civile che
ella riversa, instancabile, nella pratica educativa: |
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| fig.
2 Omiti Fancello in una foto da Omiti - appunti di
viaggio. |
non cessa mai di interagire
con associazioni (Centro iniziativa democratica insegnanti,
associazione archeologica romana, Associazione nazionale
insegnand di scienze naturali) e docenti che lavorano «per
stimolare - secondo le sue parole - nello studente la costruzione
di strutture mentali coerenti e agili, tali da poter comprendere
ed agire in un mondo futuro, in ambienti diversi, nuovi, in continua
trasformazione».
Fa parte per diversi anni del direttivo
dell'A.N.I.S.N., anche come presidente e, sebbene pensionata - dopo
quaranta anni di insegnamento - continua a studiare, a fare lezioni
e conferenze, ad organizzare e svolgere corsi di preparazione per
concorsi a cattedre. Tiene a Maputo (Mozambico) un seminario di
biologia, disegna, scrive. Pubblica studi specialistici sull'annuario
dell'acquario di Napoli, due articoli sul vulcano laziale per l’Associazione
archeologica romana, e, con gli Editori riuniti, i due volumi «Dalle
stelle alla vita» e «Dalle molecole all'uomo».
Mantiene contatti con gli ex-alunni e, presente
nelle tappe più significative della loro vita, segue con interesse
ed amore il formarsi di giovani nuclei familiari e la crescita fisica
ed intellettuale delle nuove generazioni.
Con la formula dell’adozione a distanza
aiuta negli studi due bambini, uno brasiliano ed uno etiope seguendo
i loro progressi.
Le numerose fotografie e lettere che le
giungono da paesi lontani (Sud-America, Africa, Cina, Giappone,
Australia ecc.) testimoniano il suo interesse per gli altri ed il
suo amore per 1'uomo [indipendentemente dal colore della pelle o
della fede].
L'inesauribile curiosità scientifica l’aveva
portata a girare tutto il mondo, le mancava la Patagonia. Era partita
entusiasta come sempre e andando verso quella terra si è allontanata
da noi all'alba del 21 dicembre, scomparendo fra mare e cielo.
Tratto dal libro Omiti – appunti di un viaggio, stampato nel
1993
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